Salute

Scarlattina nei bambini: sintomi, contagio, tampone e rientro a scuola

Febbre alta, mal di gola e pelle ruvida come carta vetrata: ecco come si presenta la scarlattina, come la conferma il pediatra e quando il bambino può tornare in classe.

Mano che tiene un termometro digitale bianco e giallo
Indice
  1. Che cos'è la scarlattina
  2. I sintomi della scarlattina nei bambini
  3. Come si trasmette e quanto è contagiosa
  4. Diagnosi e cura: tampone e antibiotico
  5. Complicanze e quando preoccuparsi
  6. Il rientro a scuola
  7. Domande frequenti

La scarlattina è una di quelle parole che mettono subito in allarme un genitore, soprattutto quando arriva l'avviso dalla scuola o dall'asilo. In realtà si tratta di un'infezione batterica conosciuta da tempo, che il pediatra sa riconoscere e curare. Capire come si presenta, come si trasmette e quando il bambino può tornare in classe aiuta ad affrontarla con più calma e a non perdere i segnali che richiedono una visita.

Che cos'è la scarlattina

La scarlattina è una malattia esantematica e contagiosa, cioè un'infezione che si accompagna a un'eruzione cutanea. A differenza di morbillo, varicella o quinta malattia, non è causata da un virus ma da un batterio: lo streptococco beta emolitico di gruppo A. Come spiega la scheda dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sulla scarlattina, il batterio produce una tossina responsabile dell'esantema e degli altri sintomi.

Colpisce soprattutto i bambini in età scolare: secondo la Società Italiana di Pediatria è più frequente tra i 5 e i 15 anni ed è rara sotto i tre anni. Il Bambino Gesù precisa che non compare mai prima dei sei mesi di vita e che è più frequente d'inverno.

Si può prendere più di una volta?

Sì. La SIP ricorda che la scarlattina non dà immunità e che non esiste un vaccino specifico. Un bambino che l'ha già avuta può quindi ammalarsi di nuovo.

I sintomi della scarlattina nei bambini

L'esordio è di solito improvviso. Il primo segnale è la febbre alta, spesso insieme a brividi, mal di gola, mal di testa e, a volte, nausea o vomito.

Entro 12-48 ore compare l'esantema, il segno più caratteristico:

  • piccoli puntini rossi, fitti, che al tatto rendono la pelle ruvida, simile a carta vetrata;
  • secondo il Bambino Gesù, l'eruzione inizia spesso nella zona dell'inguine e delle ascelle, poi si estende al tronco, alle braccia e alle gambe;
  • il viso di solito non è coperto dall'eruzione, ma le guance appaiono arrossate;
  • sulla pelle scura il rossore può essere meno visibile, mentre la ruvidità si percepisce comunque al tatto.

Anche la lingua cambia: dopo una patina biancastra iniziale diventa rossa, con le papille gonfie, la cosiddetta lingua "a fragola" o "a lampone". L'esantema dura in genere 3-4 giorni. Quando scompare, la pelle può desquamarsi a lamelle, soprattutto su palmi delle mani e piante dei piedi, anche per 10-20 giorni: è un fenomeno atteso, non un segno di peggioramento.

FaseCosa si osservaTempi indicativi
IncubazioneNessun sintomo2-5 giorni dal contagio
EsordioFebbre alta, mal di gola, mal di testa, a volte vomitoImprovviso
EsantemaPuntini rossi, pelle ruvida, guance arrossate, lingua a fragolaCompare entro 12-48 ore, dura 3-4 giorni
DesquamazionePelle che si sfalda, soprattutto mani e piediAnche 10-20 giorni

Come si trasmette e quanto è contagiosa

La scarlattina si trasmette per via aerea, con le goccioline di saliva e di muco emesse quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Il contagio può arrivare da un bambino malato ma anche da un portatore sano, cioè una persona che ospita lo streptococco in gola senza avere sintomi. Scuole, asili e ambienti affollati facilitano la diffusione, perché i contatti sono ravvicinati e frequenti.

Un aspetto che sorprende molti genitori: secondo la SIP i malati sono contagiosi già da 1 a 5 giorni prima della comparsa dei sintomi. Senza terapia antibiotica, il servizio sanitario britannico (NHS) indica che la scarlattina può restare contagiosa per 2-3 settimane dall'inizio dei sintomi; con la cura, il rischio di trasmissione si riduce rapidamente.

Come limitare il contagio in famiglia

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone, anche quelle dei bambini;
  • coprire bocca e naso quando si tossisce o si starnutisce;
  • non condividere bicchieri, posate, asciugamani e spazzolini.

Diagnosi e cura: tampone e antibiotico

Visita e tampone faringeo

La diagnosi di scarlattina è essenzialmente clinica: il pediatra la sospetta osservando la gola, la lingua e l'aspetto della pelle. Per confermarla, soprattutto nei casi dubbi, si esegue il tampone faringeo, che ricerca lo streptococco di gruppo A in un campione prelevato in fondo alla gola. Come spiega il Bambino Gesù nella pagina dedicata al mal di gola e alla faringotonsillite, il risultato del test rapido è pronto in meno di un quarto d'ora. Se il test rapido è negativo ma il sospetto resta, il medico può chiedere la coltura del tampone in laboratorio: richiede alcuni giorni, ma è più sensibile.

In alcuni casi il pediatra può valutare anche esami del sangue, per esempio per cercare gli anticorpi diretti contro lo streptococco.

La cura prescritta dal pediatra

La scarlattina si cura con un antibiotico, che solo il pediatra può prescrivere: è lui a scegliere il farmaco, la forma (sciroppo, compresse o, in alcuni casi, un'iniezione) e la durata. La terapia serve a far stare meglio il bambino più in fretta, a ridurre il contagio e soprattutto a prevenire le complicanze.

La regola più importante per i genitori è completare il ciclo prescritto, anche quando il bambino sembra guarito dopo due o tre giorni. L'NHS raccomanda di continuare l'antibiotico fino alla fine anche se il bambino si sente meglio.

Come aiutare il bambino a casa

  • offrire spesso da bere, a piccoli sorsi, preferendo bevande fresche;
  • proporre cibi morbidi e tiepidi, più facili da deglutire con la gola infiammata;
  • chiedere al pediatra quale antifebbrile usare e come; l'NHS raccomanda di non dare aspirina ai bambini e ai ragazzi sotto i 16 anni;
  • per il prurito, chiedere consiglio al pediatra o al farmacista prima di applicare qualsiasi prodotto.

Complicanze e quando preoccuparsi

Con la terapia corretta le complicanze sono rare, ma possono presentarsi durante la malattia o anche settimane dopo. Tra quelle descritte dal Bambino Gesù ci sono le infezioni invasive da streptococco e, a distanza, la malattia reumatica e la glomerulonefrite, un'infiammazione dei reni. L'NHS cita anche otite, ascesso alla gola, sinusite e polmonite.

Contattate il pediatra se:

  • il bambino non migliora entro una settimana dalla visita o la febbre non scende;
  • la scarlattina compare insieme alla varicella;
  • dopo la guarigione, nelle settimane successive, il bambino torna a stare male;
  • il bambino beve molto poco o urina meno del solito.

Chiamate il 112, il Numero Unico di Emergenza (il 118 nelle regioni dove il 112 non è ancora attivo), se il bambino respira con fatica, è molto abbattuto e difficile da svegliare, oppure se avete la sensazione che stia peggiorando rapidamente.

Il rientro a scuola

In Italia il riferimento è la circolare del Ministero della Sanità n. 4 del 13 marzo 1998, che per la scarlattina prevede l'isolamento a casa per 48 ore dall'inizio di un'adeguata terapia antibiotica. Anche la SIP indica che il bambino può tornare a scuola dopo 48 ore di trattamento. Alcune fonti, come il Bambino Gesù e l'NHS britannico, parlano di 24 ore, perché con l'antibiotico la contagiosità cessa in genere entro 24-48 ore. In pratica il bambino torna all'asilo o a scuola quando sta bene e ha fatto almeno 48 ore di terapia: seguite l'indicazione del pediatra e chiedete alla scuola se serve una documentazione per il rientro.

Nel frattempo il ciclo di antibiotico va proseguito a casa fino alla fine, anche se il bambino è già tornato in classe.

Domande frequenti

La scarlattina è pericolosa?

Nella maggior parte dei casi, se riconosciuta e curata con l'antibiotico prescritto, guarisce in circa una settimana senza conseguenze. Le complicanze sono rare ma vanno conosciute, per questo è importante la visita.

Anche gli adulti possono prendere la scarlattina?

Sì, anche se succede meno spesso. I sintomi negli adulti sono gli stessi dei bambini.

Il tampone faringeo è sempre necessario?

La decisione spetta al pediatra: a volte il quadro è chiaro alla visita, altre volte il tampone serve a confermare la presenza dello streptococco.

Cosa fare se un fratello o una sorella inizia a stare male?

Il contatto ravvicinato con una persona malata è il fattore di rischio più comune, e il contagio tra fratelli è frequente. Se nei giorni successivi compaiono febbre, mal di gola o eruzione, chiamate il pediatra e riferite che in casa c'è un caso di scarlattina.

Se mia figlia l'ha già avuta, è protetta?

No: la scarlattina non lascia un'immunità duratura e si può prendere di nuovo.

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La redazione di Jonofui scrive per genitori e figli: gravidanza, neonati, salute dei bambini, pappa, scuola, giochi e vacanze in famiglia, con un pizzico di ironia.

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