Pappa

Omogeneizzati: cosa sono, cosa dice la legge e come leggere l'etichetta

Cosa sono gli omogeneizzati, quali regole europee li riguardano e come scegliere tra vasetti e pappe fatte in casa leggendo bene l'etichetta.

Ciotola di pappa gialla con un cucchiaino e una banana su fondo rosa e giallo
Indice
  1. Cosa sono gli omogeneizzati
  2. Le regole europee: il Regolamento UE 609/2013
  3. L'età in etichetta e le raccomandazioni dei pediatri
  4. Omogeneizzati o pappe fatte in casa?
  5. Come leggere l'etichetta
  6. Domande frequenti

Gli omogeneizzati sono tra i primi alimenti che molti genitori mettono nel carrello quando inizia lo svezzamento: vasetti pronti di frutta, verdura, carne o pesce, con una consistenza cremosa e uniforme. Sono pratici, ma spesso fanno nascere dubbi. Sono davvero diversi dalle pappe fatte in casa? Chi controlla cosa c'è dentro? Come si legge l'etichetta? In questa guida trovi le regole europee che li riguardano e qualche criterio per scegliere con serenità.

Cosa sono gli omogeneizzati

“Omogeneizzato” indica un alimento lavorato fino a ottenere una crema liscia, senza grumi, adatta a un bambino che sta imparando a mangiare con il cucchiaino. In commercio si trovano soprattutto omogeneizzati di frutta, di verdura e di carne o pesce, oltre a pappe pronte e creme di cereali.

Dal punto di vista della legge europea, questi prodotti rientrano tra gli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia. La normativa distingue due gruppi: gli alimenti a base di cereali (come le creme di cereali) e gli alimenti per la prima infanzia, cioè gli altri prodotti pensati per i lattanti sani nel periodo dello svezzamento e per i bambini nella prima infanzia, come integrazione della loro dieta. Da questo secondo gruppo restano fuori le bevande a base di latte e i prodotti simili destinati ai bambini da uno a tre anni.

Le regole europee: il Regolamento UE 609/2013

Il quadro di riferimento è il Regolamento (UE) n. 609/2013, che si applica dal 20 luglio 2016, come ricorda la pagina della Commissione europea sugli alimenti per lattanti e bambini. Riguarda alcune categorie di alimenti destinati a gruppi di persone più vulnerabili: le formule per lattanti e di proseguimento, gli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti per la prima infanzia, gli alimenti a fini medici speciali e i sostituti dell'intera razione alimentare per il controllo del peso.

Le definizioni di età

Il regolamento definisce “lattante” un bambino di età inferiore a dodici mesi e “bambino nella prima infanzia” un bambino di età compresa tra uno e tre anni.

I principi generali

Secondo il regolamento, questi alimenti non devono contenere sostanze in quantità tali da mettere in pericolo la salute di chi li consuma. Etichetta, presentazione e pubblicità non devono essere ingannevoli e non possono attribuire al prodotto la proprietà di prevenire, trattare o guarire una malattia. Il regolamento prevede inoltre che la Commissione europea stabilisca, con atti delegati, regole specifiche per ogni categoria, anche sui residui di pesticidi, limitandone l'uso il più possibile.

Le regole di dettaglio

Secondo la pagina della Commissione europea dedicata agli alimenti per gruppi specifici, il regolamento del 2013 chiede alla Commissione di adottare per queste categorie regole specifiche su composizione ed etichettatura tramite atti delegati. Per gli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti per la prima infanzia, finché questo atto delegato non sarà finalizzato restano in vigore le norme della Direttiva 2006/125/CE. La direttiva fissa alcuni punti che interessano direttamente i genitori:

  • i prodotti non devono contenere residui di singoli pesticidi oltre 0,01 mg/kg, salvo i limiti specifici fissati in allegato per alcune sostanze; alcuni pesticidi molto tossici non possono essere usati nei prodotti destinati a questi alimenti;
  • l'etichetta deve indicare l'età a partire dalla quale il prodotto può essere usato, che non può mai essere inferiore a quattro mesi;
  • se il prodotto è indicato prima dei sei mesi, l'etichetta deve dire se contiene glutine oppure no;
  • devono essere riportati il valore energetico (in kJ e kcal) e il contenuto di proteine, carboidrati e grassi per 100 g o 100 ml di prodotto venduto.

L'età in etichetta e le raccomandazioni dei pediatri

Capita di trovare prodotti indicati già “dal 4° mese”. È il limite minimo fissato dalla legge, non un invito a cominciare presto. L'OMS, nella linea guida del 2023 sull'alimentazione complementare presentata dall'ISS, raccomanda di introdurre gli alimenti complementari a 6 mesi, continuando ad allattare. Anche l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ritiene non opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del sesto mese.

Uno studio dell'OMS Europa sugli alimenti commerciali per bambini, condotto tra il 2017 e il 2018 in quattro Paesi e su quasi 8.000 prodotti, ha rilevato che una quota tra il 28 e il 60% era commercializzata per bambini sotto i 6 mesi, e che in circa metà dei prodotti analizzati in tre di quei Paesi (Austria, Bulgaria e Ungheria) oltre il 30% dell'energia proveniva da zuccheri. L'approfondimento di EpiCentro su questo studio riporta anche le raccomandazioni che ne sono derivate, tra cui non commercializzare i prodotti come adatti sotto i 6 mesi, ridurre gli zuccheri, migliorare l'etichettatura e dare ai genitori indicazioni anche sull'importanza che continuano ad avere gli alimenti preparati in casa.

Omogeneizzati o pappe fatte in casa?

Non esiste una scelta giusta per tutti. Il Bambino Gesù descrive diversi modi di avviare lo svezzamento: c'è chi propone la classica pappa, chi preferisce alimenti in purè o omogeneizzati preparati in casa, chi segue l'autosvezzamento. Il consiglio è di confrontarsi con il pediatra, qualunque sia la strada.

AspettoOmogeneizzati confezionatiPappe fatte in casa
PraticitàPronti all'uso, comodi fuori casa e in viaggioRichiedono tempo, ma si possono preparare in anticipo e congelare
ControlliRegole europee specifiche su composizione, pesticidi ed etichettaDipendono dalla scelta degli ingredienti e dall'igiene in cucina
Sale e zuccheriDa verificare leggendo la tabella nutrizionale e gli ingredientiDecidi tu: niente sale nel primo anno, niente zucchero aggiunto
ConsistenzaMolto liscia e sempre ugualeSi può rendere via via più grossolana, seguendo la crescita
SaporiStandardizzatiPiù vicini ai piatti di famiglia, variano con le stagioni

Un aspetto da non trascurare è la consistenza. Il Bambino Gesù indica un passaggio graduale dalle creme a pastina e pasta, e dalle verdure passate a quelle cotte e proposte a pezzetti che il bambino schiaccia con lingua e gengive. Gli omogeneizzati possono convivere con questo percorso, purché non restino l'unica consistenza proposta.

Come leggere l'etichetta

Oltre alle informazioni previste per tutti gli alimenti dal Regolamento (UE) n. 1169/2011, sugli alimenti per la prima infanzia trovi alcune indicazioni specifiche. Ecco cosa guardare.

Lista degli ingredienti

Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso: il primo è quello presente in quantità maggiore. In un omogeneizzato di frutta, per esempio, ti aspetti di trovare in cima la frutta. Gli allergeni sono evidenziati con un carattere che li distingue chiaramente dal resto della lista. Se dopo un alimento nuovo il bambino respira con fatica o gli si gonfiano labbra e gola, chiamate subito il 112, il Numero Unico di Emergenza.

Zuccheri e sale

Controlla se tra gli ingredienti compaiono zucchero, sciroppi, miele o succhi concentrati, e guarda la voce “sale” nella tabella nutrizionale. La linea guida OMS raccomanda di non dare ai bambini tra 6 e 23 mesi alimenti ricchi di zuccheri, sale e grassi trans, né bevande zuccherate o dolcificanti.

Età e glutine

Verifica l'età indicata e, per i prodotti proposti prima dei sei mesi, la presenza o assenza di glutine.

Conservazione dopo l'apertura

Leggi le istruzioni del produttore: in genere il vasetto aperto va richiuso, tenuto in frigorifero e consumato entro il tempo indicato in etichetta.

Domande frequenti

Gli omogeneizzati sono necessari per lo svezzamento?

No. Sono una possibilità tra le altre: si possono usare pappe e purè preparati in casa, prodotti confezionati o una combinazione delle due cose, scegliendo insieme al pediatra.

Perché sul vasetto c'è scritto “dal 4° mese” se si consiglia di iniziare a 6?

Perché la legge europea vieta di indicare un'età inferiore a quattro mesi, ma non obbliga a indicarne una più alta. L'OMS indica invece i 6 mesi come momento per iniziare, e il Bambino Gesù sconsiglia di cominciare prima della fine del sesto mese.

Quali limiti valgono per i pesticidi negli omogeneizzati?

Le regole europee fissano per questi prodotti un limite di 0,01 mg/kg per ogni singolo pesticida, con limiti specifici per alcune sostanze e il divieto di usare alcuni pesticidi molto tossici.

Posso preparare gli omogeneizzati in casa?

Sì, il Bambino Gesù cita gli omogeneizzati preparati in casa tra le opzioni dello svezzamento. Vanno preparati senza sale aggiunto per tutto il primo anno, con ingredienti freschi, ben cotti e frullati; per le quantità e i tempi di introduzione, confrontati con il pediatra.

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La redazione di Jonofui scrive per genitori e figli: gravidanza, neonati, salute dei bambini, pappa, scuola, giochi e vacanze in famiglia, con un pizzico di ironia.

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