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Antibiotici ai figli, studio Usa: un genitore su quattro ha esagerato i sintomi

Compresse e capsule di farmaci di vari colori su un fondo chiaro

Più di un genitore su quattro ammette di aver esagerato o inventato i sintomi del figlio davanti al medico pur di ottenere un antibiotico. Lo rileva uno studio dei ricercatori della University of Utah, negli Stati Uniti, pubblicato il 30 ottobre sulla rivista JAMA Network Open e basato sulle risposte di 236 adulti che si prendono cura di bambini e ragazzi sotto i 18 anni.

I numeri dello studio

Dei 236 genitori e caregiver intervistati, 63, cioè il 26,7%, hanno dichiarato di aver alterato almeno una volta il racconto dei sintomi per ricevere la prescrizione. In 45 casi, il 19,1% del campione, hanno fatto entrambe le cose: hanno ingigantito disturbi reali e ne hanno aggiunti di inesistenti. Gli altri, circa tre su quattro, hanno detto di non averlo mai fatto.

Tra chi ha forzato il racconto, il 71,4% era convinto che il figlio stesse molto male e che l'antibiotico fosse l'unica soluzione. Il 66,7% sperava che il bambino potesse tornare prima alla scuola e alle attività di tutti i giorni, mentre il 63,5% pensava di conoscere la storia clinica del figlio meglio del medico.

Il peso del sentirsi ascoltati

Secondo gli autori, conta molto la sensazione di non essere presi sul serio: chi ha avuto l'impressione che i propri sintomi venissero sottovalutati tende di più a modificarli. Per i ricercatori, raccontare sintomi diversi da quelli reali può contribuire all'uso eccessivo di antibiotici nelle cure pediatriche.

Più che puntare il dito contro le famiglie, gli studiosi chiedono di migliorare la comunicazione tra pediatri e genitori: far sentire ascoltato chi porta il bambino in ambulatorio e affrontare apertamente timori e convinzioni sbagliate sugli antibiotici, che non sono la risposta giusta per ogni febbre o ogni tosse.

Fonti ANSA, JAMA Network Open, University of Utah Health

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La redazione di Jonofui scrive per genitori e figli: gravidanza, neonati, salute dei bambini, pappa, scuola, giochi e vacanze in famiglia, con un pizzico di ironia.

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