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EU Kids Act, il Garante privacy alla Camera: sì alla verifica dell'età, ma con pochi dati

Tastiera meccanica con tasti bianchi, verde acqua e corallo

Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, è intervenuto il 28 ottobre 2026 alla Camera dei deputati, in audizione davanti alla Commissione Politiche dell'Unione europea, sull'EU Kids Act, la proposta di regolamento europeo pensata per rendere più sicuri gli spazi digitali frequentati da bambini e ragazzi. Il Garante si è detto favorevole alla verifica dell'età sui social, a condizione che vengano raccolti solo i dati strettamente necessari.

Che cos'è l'EU Kids Act

La proposta è stata presentata dalla Commissione europea il 17 settembre 2026. Prevede limiti di età per l'uso dei social network, obblighi di sicurezza fin dalla progettazione dei servizi e regole specifiche per i chatbot e per i "compagni virtuali" basati sull'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di evitare che i più giovani ne sviluppino una dipendenza emotiva. Per ora è un testo in discussione: per diventare legge dovrà essere esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea, e nel percorso potrà cambiare.

Cosa chiede il Garante

Secondo Stanzione, anche il controllo dei genitori deve rispettare la riservatezza e l'autonomia dei figli, che cresce con l'età: la tutela non deve trasformarsi in una sorveglianza sproporzionata. Il presidente dell'Autorità ha giudicato condivisibili le misure contro le piattaforme progettate per creare dipendenza e contro la profilazione dei minori, e ha chiesto un migliore coordinamento con le norme già in vigore.

Ampio spazio è stato dedicato ai chatbot. Stanzione ha parlato di un "loop dell'empatia infinita": un assistente virtuale sempre disponibile e sempre accomodante rischia, secondo il Garante, di creare dipendenza e di rendere meno appaganti i rapporti con le persone reali.

«I divieti non bastano»

Il messaggio finale dell'audizione riguarda l'educazione. Per il Garante i soli divieti non sono sufficienti: servono consapevolezza e un uso responsabile della tecnologia, da costruire a scuola, in famiglia e nelle relazioni, con un'educazione digitale rivolta sia ai ragazzi sia agli adulti.

In attesa delle nuove regole europee, per le famiglie restano a disposizione gli strumenti già esistenti, come le impostazioni di sicurezza delle app e il controllo parentale, insieme al dialogo con i figli su come usano social e chatbot.

Fonti ANSA, Adnkronos, MF Milano Finanza

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La redazione di Jonofui scrive per genitori e figli: gravidanza, neonati, salute dei bambini, pappa, scuola, giochi e vacanze in famiglia, con un pizzico di ironia.

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