Social vietati agli under 14? Meloni: «Non sono contraria, decida il Parlamento»

Il divieto dei social per i minori di 14 anni torna al centro del dibattito. Il 21 ottobre, in un'intervista a Repubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto di non essere contraria a vietarne l'uso ai ragazzi sotto i 14 anni. «Credo che spetti al Parlamento valutare se riprendere anche il lavoro fatto sul divieto di social ai minori di 14 anni», ha spiegato, ricordando che sul tema c'è stato un lavoro trasversale tra i partiti.
La proposta ferma in Senato e la via dell'emendamento
Il riferimento è al disegno di legge bipartisan che ha come prima firmataria la senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d'Italia) e sul quale ha lavorato anche la deputata Marianna Madia (Casa Riformista). Il testo è stato depositato al Senato nel 2024 ed è fermo da mesi, in attesa dei pareri dei ministeri.
Si guarda anche a un'altra strada: un emendamento al nuovo decreto sicurezza varato dal governo. Il gruppo di Madia ha annunciato che lo presenterà, chiedendo agli altri gruppi parlamentari di sottoscriverlo. Per ora restano aperte entrambe le vie, il disegno di legge e l'emendamento.
Va ricordato che una soglia dei 14 anni esiste già: la normativa italiana sulla protezione dei dati fissa a 14 anni l'età per dare da soli il consenso al trattamento dei propri dati sui social. È una regola spesso aggirata; secondo quanto riportato dall'ANSA, è anche poco conosciuta e manca una verifica efficace dell'età.
Il neuropsichiatra: «In ambulatorio tanti ragazzi dipendenti»
Commentando all'ANSA le parole della premier, Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha raccontato che nell'ambulatorio dedicato alle dipendenze digitali, aperto da poche settimane, sono già arrivati numerosi ragazzi tra gli 8 e i 17 anni con una dipendenza «già conclamata». Vicari propone di alzare il limite per i social a 16 anni e sconsiglia lo smartphone personale prima dei 13 anni.
Per ora non cambia nulla: nessun nuovo divieto è in vigore e la decisione resta nelle mani del Parlamento. Per i genitori resta valida la regola di sempre: parlarne in famiglia, conoscere le app che i figli usano e, se l'uso del telefono diventa un problema, chiedere un consiglio al pediatra.
Fonti ANSA, Open, Il Fatto Quotidiano


Lascia un commento
Stai rispondendo a ·